La rinascita del marchio Abarth

Fino a tre anni fa per menzionare Karl Abarth, ingegnere-pilota-imprenditore viennese che nel 1949 aprì a Torino un’officina di auto “elaborate non preparate”, senza cogliere nell’interlocutore lo sguardo sgomento del tipo “Carneade, chi era costui?” era necessario rivolgersi a chi era nato, al più tardi, negli anni Sessanta dello scorso secolo. E anche lo scorpione in campo giallo-rosso, logo dell’azienda, era più che altro noto per qualche versione sportiveggiante di modelli Fiat. Furono perciò in parecchi a scuotere il capo nel 2007 quando il gruppo Fiat, che aveva acquisito Abarth nel 1971, decise di rilanciare il marchio coniugando eleganza e dinamismo facendo sempre riferimento – ovviamente – alle auto più piccole. Con un’attenzione tutta speciale per il pubblico femminile, troppo spesso ingolosito da versioni molto glamour ma con scarso appeal in fatto di prestazioni.

Operazione di successo, se si considera che nel giro di due anni di Fiat 500 Abarth e Grande Punto Abarth sono stati venduti oltre 22mila esemplari più 3300 kit di trasformazione. Senza dimenticare un indice di esportazione record: quasi il 60% delle vetture, infatti, è stata acquistata all’estero, con Parigi e Amsterdam come città di riferimento. Oggi, in Europa, sono 141 gli showroom Abarth, affiancati da 140 preparatori e 300 punti di assistenza. E, alle già note 500 e Grande Punto, si aggiungono la nuova Punto Evo da 165 cv e – soprattutto – una straordinaria 500 cabrio che sotto la combinazione tetto scorrevole-livrea bicolore nasconde l’innovativo motore T-Jet a benzina da 140 cv associato a un cambio elettroidraulico sportivo.

Il risultato? Una vettura originale, elegante, tanto dinamica quanto sicura ed esclusiva: non sono molte le auto in apparenza “normali” che consentono di guidare a cielo aperto accompagnati da un sound motoristico come quello offerto dalla 500C Abarth. Che poi costi un occhio della testa (si parte da 21mila euro!) è un dettaglio trascurabile. Senza fare paragoni blasfemi con altri titolati marchi della galassia Fiat, è comunque evidente che – per chi acquista le Abarth – il prezzo è un dettaglio del tutto secondario, come narra la leggenda metropolitana secondo la quale un facoltoso cliente cinese, scelta la sua 500 Abarth nell’atelier di Torino, se la sarebbe fatta spedire a casa per corriere aereo, così da essere certo di poterla guidare immediatamente al suo rientro…

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